by Andrea Melatti Andrea Melatti 1 commento

Nello scorso articolo abbiamo introdotto l’argomento, a molti caro, del rispetto dell’ambiente, avere cura di quello che ci circonda. Sembra una cosa talmente banale da essercene dimenticati.

Eppure al dì là di tutte le leggi, i trattati e le disposizioni internazionali, doveva essere una ragazza di 13 anni a ricordarci di come, la Natura, vada rispettata. Lei è Greta Eleonora Thunberg Ernman È nota per le sue manifestazioni regolari tenute davanti al Riksdag a Stoccolma, in Svezia, con lo slogan Skolstrejk för klimatet («sciopero della scuola per il clima»).

 

Lei, nonostante la sua giovane età sta lanciando messaggi importanti e pesanti in tutto il mondo, richiamando efficacemente l’attenzione dei grandi potenti della terra.

Lei è diventata il simbolo della #greeneconomy.

Ma senza scomodare i grandi sistemi e lei, noi cosa possiamo fare nel nostro piccolo?
Noi, come azienda, cosa possiamo fare per migliorare l’ambiente che circonda?

Certamente metterti a conoscenza di quelle piccole (o grandi cose) che ogni giorno potrebbero entrare a contatto con la tua quotidianità.

Ci conosci ormai e sai che il nostro obiettivo è “fornire servizi di commercializzazione di rottami ferrosi e metallici, rifiuti pericolosi e non, demolizione di impianti civili ed industriali, smaltimento e intermediazione.”

Quindi la prima cosa che facciamo è la raccolta del ferro.

Spesso lo raccogliamo a domicilio, presso le aziende e tu potresti essere una di loro.

Altre volte, per quantità minime, siete proprio voi, con i vostri mezzi a portarcelo. Ma questo accade raramente 😉

Oggi, in questo articolo racconteremo un po’ che fine fa il ferro dopo la raccolta.

Se si tratta di auto, queste vengono prima bonificate.

Se si tratta di altro, viene prima triturato e poi mandato alle fonderie.

Ecco… è proprio della fusione del ferro che vorremmo parlare.

Quando si parla di fusione, chissà perché, nell’immaginario collettivo arriva il fuoco.

Ebbene sì, la magia del ferro è legata al fuoco.
Nell’immaginario collettivo la fonderia viene dopo la miniera. La fonderia è il luogo del fuoco, dove la materia si trasforma e le idee prendono forma: da una manciata di sabbia e con l’aiuto del fuoco si realizzano le forme – la ghisa fonde a 1250 gradi ma deve essere portata a 1400 per poter essere colata nelle forme.
Un tempo gli strumenti erano lo spadule, il crocetto e le punte da fonderia, oggi con la tecnologia tutto è cambiato, e si ottimizzano i tempi, ma senza la mano dell’artigiano basta poco per non avere il risultato atteso.

La sabbia, il sudicio, il fuoco si combinano grazie alle mani dell’artigiano, sennò restano carbone, minerale di ferro e sabbia.

Ma chi lavora in una fonderia? Ci sono gli artigiani addetti alle colate e agli stampi, tornitori, addetti alla stamperia, ma anche ingegneri, esperti di informatica e tecnici.

Una volta che il ferro esce da New Edy arriva in fonderia ed è lì che si realizzano i modelli, la preparazione delle colate di metallo, passando per i processi di verifica della qualità, estremamente importanti per le aziende che fondono il ferro poiché, il successivo utilizzo, determina il grado di purezza, dove standard e prestazioni devono essere ad altissimo livello.

Quindi per fare tutto questo noi ci occupiamo della prima fase, che è quella di raccolta e della seconda, che è quella di preparazione del ferro da inviare in fonderia.

Abbiamo i nostri container scarrabili con i quali garantiamo il servizio di trasporto, recupero e raccolta.

Allora, cosa aspetti?

Sei un’azienda?

Non c’è problema! Il nostro è un servizio B2B e siamo qui per aiutarti.

Vienici a trovare in via Mascagni, 18, Montesilvano, scrivici a newedy@live.it oppure chiamaci al 085 468 6003.

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